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    August 04

    Canzone quasi d'amore

    Non starò più a cercare parole che non trovo
    per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
    per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
    e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

    O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
    o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
    io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
    non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

    Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
    e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
    perchè siam tutti soli ed è nostro destino
    tentare goffi voli d' azione o di parola,
    volando come vola il tacchino...

    Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
    sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
    e di questa parola io quasi mi vergogno,
    ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

    Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
    e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
    a ricercare i visi che ti han dimenticato
    vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

    Tutto questo lo sai e sai dove comincia
    la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
    perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
    e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
    saggi, falsi, sinceri... coglioni!

    Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
    Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
    tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
    ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

    D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
    e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
    fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
    aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
    bere, leggere, amare... grattarsi!